Niente più quarantena per chi rientra dall’estero

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Lavoro in UK: come cambia lo scenario tra uscita dall’Europa ed emergenza coronavirus

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Lavorare a Londra dopo la Brexit

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La situazione della Brexit è, nel momento in si riportano queste notizie, non del tutto chiara; infatti, quello che era certo era che – fino alla data ufficiale in cui entrerà in vigore la Brexit (inizialmente il 29 marzo 2019) – non era necessario nessun permesso di soggiorno o di lavoro per gli italiani o i cittadini europei in genere che desiderano trasferirsi a vivere nel Regno Unito.

Pertanto, se si sta valutando l’idea di andare a vivere a Londra e trovare lavoro, probabilmente il momento migliore per farlo è proprio adesso, in cui il Regno Unito non ha ancora definito chiaramente una serie di regole in merito e, comunque, dovrà sicuramente affrontare un periodo transitorio.

In linea generale, comunque, lavorare a Londra dopo la Brexit potrebbe non essere così complicato, infatti, a differenza di quanto avviene ora, sarà necessario recarsi nel Paese solo con il passaporto valido (non più la carta d’identità valida per l’espatrio) e procedere poi a richiedere permesso di soggiorno e di lavoro. In parole povere, sarà necessario richiedere il settled status (inizialmente concesso a livello temporaneo e, poi, dopo cinque anni sarà permanente) per dichiarare la propria posizione nel Paese ed essere quindi immigrati regolari.

Studiare, Lavorare oppure cercare degli spunti di vita

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Hai deciso, vuoi andare a vivere in Inghilterra, hai scelto la città di Londra e sei preoccupato per il lavoro? Niente paura, cercare lavoro a Londra non è certo una passeggiata, ma nemmeno niente di impossibile, anzi. Con le informazioni e gli strumenti giusti, andare a lavorare a Londra ti sembrerà tutta un’altra cosa!